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Tre membri della famiglia reale saudita sarebbero stati riportati in patria contro la loro volontà e due di questi addirittura uccisi
Negli anni passati la cronaca internazionale ha riportato diverse volte notizie riguardanti principesse arabe misteriosamente scomparse, fuggite, o in pericolo di vita per essersi ribellate alla volontà dei parenti maschi. Ricordiamo, per esempio, le richieste di aiuto della principessa di Dubai Latifa, i suoi tentativi e quelli della sorella maggiore, Shamsa, di rifarsi una vita lontano dalla corte del padre, l’emiro Mohammed bin Rashid al-Maktum. Fughe che sarebbero terminate con ritorni forzosi a Palazzo e persino sequestri di persona. Impossibile dimenticare, poi, la fuga rocambolesca di Haya, la moglie dell’emiro, da Dubai al Regno Unito, nel 2019 e il divorzio milionario. Contrariamente a quanto molti possano pensare, però, questi non sarebbero gli unici casi di opposizione nelle corti arabe e islamiche. Soprattutto non si tratterebbe di sfide per l’emancipazione lanciate esclusivamente da donne. Le storie di presunto rapimento di tre principi della Casa Reale saudita mostrerebbero quanto, purtroppo, può essere alto il prezzo della libertà.






