Il Natale è sinonimo di famiglia e affetti, soprattutto per chi vive lontano da casa e durante l’anno ha poche occasioni di rivedere i propri cari. Ma per molti italiani, quell’abbraccio nell’area arrivi di un aeroporto ha un costo proibitivo. A spingere verso l’alto i prezzi dei viaggi sono gli algoritmi di pricing e il forte squilibrio tra domanda e offerta: più le prenotazioni aumentano in prossimità delle festività, più le tariffe lievitano, trasformando il ritorno a casa in un lusso per pochi.
Natale insieme, ma a quale prezzo
«Lavorare un anno intero, mettere da parte i risparmi per passare il Natale con i genitori e poi scoprire che non bastano», racconta a La Stampa Giuseppe, che da Torino vorrebbe tornare a Bari. «Parliamo di 930 euro per volare in Puglia – continua - e 680 euro in treno sulla stessa tratta: è umiliante e avvilente». «Ogni anno proviamo a trascorrere il Natale con i nostri cari – spiega Francesco, diretto verso Palermo - ma così non è possibile: i prezzi sono alle stelle. Vorremmo solo passare il Natale con le persone a cui vogliamo bene». Una situazione che grava sull’equilibrio economico delle famiglie con figli, costrette a sostenere il costo di più biglietti: «Pagare 800 euro per un biglietto di andata e ritorno per Palermo – aggiunge Francesco - mina la nostra stabilità finanziaria e rende difficile rientrare sereni, in un contesto già segnato dai rincari in ogni settore. Non è un capriccio né un lusso: dovrebbe essere la normalità».














