Tra le molte qualità di Rosalía ce n’è una che non riguarda la musica. È la capacità, rarissima, di conoscere le regole e decidere di ignorarle. Le canzoni oggi durano tre minuti? Lei incide un disco dove ce ne sono diciotto, divise in quattro movimenti per un totale di un’ora. I testi sono sempre più banali e insignificanti? Lux è cantato in tredici lingue e ispirato alla vita di sante e mistiche di ogni epoca e ogni luogo: «Vengono da culture e religioni diverse, e questo mi ha permesso di ampliare i miei orizzonti e la mia idea di spiritualità. Penso anche che sia un album sull'altro, sulla comprensione dell'altro», spiega lei a El País. In tempi di hit tutte uguali, di macchine che generano musica funzionale per vari momenti della giornata, ogni nota di questo disco è una sorpresa che sfida l’algoritmo. E mostra che nel pop c’è ancora spazio per intelligenza e passione non artificiali, ma umanissime: per questo è uno dei dischi da ricordare dell’anno, se non del decennio, come sostengono alcuni.

Pop deviante

«Deve esistere un modo diverso di fare del pop, Björk e Kate Bush hanno provato che è possibile», osserva Rosalía in un’intervista al New York Times. Perché, come quelli che lo hanno preceduto, il suo quarto disco è pur sempre un album pop, per quanto deviante: lo stesso si poteva dire di Post e Hounds Of Love. O Ray Of Light di Madonna, che non per niente su Instagram ha definito Rosalía una «vera visionaria». E proprio Björk, quasi a segnare un passaggio di testimone, è ospite nel primo singolo. Si chiama Berghain come il tempio berlinese della techno, ma si apre con un coro d’ispirazione wagneriana e gli archi della London Symphony Orchestra, per finire con Yves Tumor che ripete «I’ll fuck till you love me». Questo non ha impedito al cardinale Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero per la Cultura e l'Educazione del Vaticano, di elogiare pubblicamente Lux: «Quando un’artista come Rosalía parla di spiritualità, significa che intercetta un bisogno profondo della cultura contemporanea di riavvicinarsi alla dimensione spirituale e coltivare una vita interiore» .