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Ultimo aggiornamento: 18:29

Tutti contro l’emendamento Pogliese, che promette di cancellare gli stipendi arretrati dovuti ai lavoratori sottopagati. La norma entrata nelle legge di Bilancio, dopo il tentativo fallito di inserirla nel decreto Ilva, fa infuriare la Cgil. La segretaria confederale Maria Grazia Gabrielli parla di “un nuovo e grave attacco ai diritti dei lavoratori da parte del governo” con cui, “senza alcun confronto con le organizzazioni sindacali, si tenta di rendere più difficile la tutela dei salari e il recupero dei crediti retributivi”

Il segretario generale, Maurizio Landini, parlando con Repubblica aveva definito la norma “ennesima cattiveria contro i lavoratori che perdono il diritto agli arretrati quando un giudice stabilisce che la loro retribuzione è troppo bassa. Una norma che non c’entra nulla con la finanziaria, ha un profilo di incostituzionalità e di cui chiediamo il ritiro immediato”.

Dal Partito democratico, la vicepresidente Chiara Gribaudo attacca: “Non solo non vogliono il salario minimo e aumentano senza ammetterlo l’età pensionabile, ma privano anche i lavoratori e le lavoratrici delle retribuzioni dovute, cercando di far passare emendamenti nella Manovra che, invece di aumentare tutele e diritti, ne tolgono”.