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22 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 17:34
Gianpaolo Tarantini domenica ha finito di scontare l’ultima condanna. Si chiude così per l’imprenditore barese oggi 50enne – divenuto noto tra il 2008 e il 2009 per aver portato escort alle cene nelle residenze private di Silvio Berlusconi (allora presidente del Consiglio) – la vicenda giudiziaria dopo oltre sedici anni e undici processi. Domenica è stato il suo ultimo giorno di servizi sociali. Ha trascorso, complessivamente, 29 giorni in carcere, 11 mesi agli arresti domiciliari e poco più di cinque anni in affidamento in prova ai servizi sociali. In quest’ultimo caso si è occupato della distribuzione di pasti e abiti ai bisognosi, ha insegnato a un ex detenuto disabile il lavoro del commesso, ha fatto un percorso psicoterapeutico e ha lavorato.
Tra le condanne scontate, c’è quella a 2 anni e 10 mesi di reclusione per reclutamento e favoreggiamento della prostituzione. Il noto processo “escort” che ha acceso i riflettori, anche attraverso le testimonianze dirette delle donne che vi partecipavano, sulle serate hot a Palazzo Grazioli, Villa Certosa e Arcore. Lo scopo di Tarantini, secondo quanto ricostruito nel dibattimento, era quello di entrare nel “cerchio magico” di Berlusconi e ottenerne in cambio dei vantaggi. Un progetto di “frenetica ascesa sociale“, scrivono i giudici negli ultimi provvedimenti. In primo grado era stato condannato a 7 anni e dieci mesi, poi ridotti in appello. Le sue dichiarazioni hanno permesso ai pm baresi di aprire altri procedimenti a carico di politici, amministratori e imprenditori.






