Se è vero che il SailGp ha rivoluzionato il modo di seguire la vela, soprattutto sugli schermi della tv e degli smartphone ed altri device, allora si può dire che ciò si deve anche al 5G, la quinta generazione della tecnologia mobile. Avete presente? Tutto è cominciato con il 2G, che ha abilitato la voce e un po' di Sms. Poi, il 3G, che ci ha messo in tasca Internet, anche se lentissimo. Finché, è arrivato il 4G, che ha alzato il livello, soprattutto con i video. Il 5G supera il 4G offrendo velocità di download e upload molto più elevate, latenza ultrabassa e la capacità di connettere un numero enorme di dispositivi. Una sorta di “bacchetta magica” che nel caso del circuito ideato da Russell Coutts con il sostegno di Larry Ellison (Mr. Oracle), la partnership siglata con Ericsson ha consentito al patron di pronunciare la formula “abracadabra”.
La tribuna del SailGp ad Abu Dhabi (C. Pike/SailGp)
Intanto, perché il colosso svedese delle Tlc? “Be’, perché noi siamo leader nell'ambito del 5G nel mondo”, risponde Riccardo Mascolo, l’ingegnere elettronico che è a capo delle strategie e dello sviluppo del business di Ericsson per l’area Sud-Est del Mediterraneo e dunque anche l’Italia. Quanto al 5G, un’altra risposta abbastanza scontata. “Le regate del SailGp sono eventi veloci dove la disponibilità del dato è centrale, e lo è in real time. Il valore del dato in tempo reale è centrale per questo circuito sia per il discorso della competizione, perché i dati servono ai team per prendere le decisioni legate alla gara, in tempi appunto velocissimi. Il che consente anche una equità sportiva, perché tutte le barche hanno a disposizione la stessa tecnologia e hanno accesso agli stessi dati . E poi, non ultimo, l’aspetto del coinvolgimento dei fan. Queste tre dimensioni richiedono una connettività di un certo tipo, in tempo reale appunto, che riesca a garantire determinate prestazioni in sicurezza”. Da qui, il 5G. E da qui anche il nostro viaggio dietro le quinte della tecnologia del Sail Gp.







