Milano, 22 dic. (askanews) – Oltre ventimila liberi professionisti del settore sportivo, come personal trainer, allenatori, preparatori atletici e specialisti tecnici di vario tipo, avrebbero versato allo Stato, per il 2023 e il 2024, imposte non dovute per decine di milioni di euro. Il caso, sollevato dalla tech company per i liberi professionisti Fiscozen, riguarda le Partite Iva in regime forfettario che non hanno goduto delle esenzioni previste dalla Riforma dello Sport per via di un’omissione dell’Agenzia delle Entrate nelle dichiarazioni dei redditi e che ora si trovano costrette a fare dichiarazioni integrative per recuperare quanto versato.
La Riforma, introdotta l’1 luglio 2023, prevede esenzioni fino a 15.000 euro ai fini fiscali e fino a 5.000 ai fini previdenziali. Si applica a tutte le Partite Iva non iscritte ad albi professionali che svolgono attività sportiva nei confronti di associazioni e società sportive dilettantistiche, federazioni sportive nazionali, enti di promozione sportiva del CONI, del CIP e di Sport e Salute S.p.a. Tuttavia, l’Agenzia delle Entrate si è espressa chiaramente sui beneficiari solo nel 2025, rispondendo a una consulenza giuridica del CONI, dato che nei due anni precedenti non aveva previsto uno specifico campo in dichiarazione dei redditi per applicare l’esenzione ai forfettari, che si sono quindi trovati nell’incertezza a versare imposte non dovute. In altre parole, un forfettario (aliquota al 15%) che poteva accedere alla Riforma, con un incassato da lavoro sportivo di 15mila euro annui, non avrebbe dovuto pagare le imposte ma si è ritrovato a versare un saldo complessivo di 3.510 euro per il 2023 e il 2024.









