Va bene il percorso, ma quando si arriva in finale una sola cosa conta: "Le finali non si giocano ma si vincono è una frase perfetta.

Perché se la perdi poi stai troppo male. Io ne ho fatte otto, qualcuna l'ho vinta e qualcuna l'ho persa. Quella di domani sarà la seconda con il Bologna ed è storica, anche perché vorrei che il mio Bologna venisse ricordato come i grandi del passato". Così l'allenatore Vincenzo Italiano carica il suo Bologna alla vigilia dell'ultimo atto di Supercoppa, in programma alle 20 ore italiane.

Sette mesi dopo il trionfo in Coppa Italia contro il Milan, la squadra rossoblù si gioca un altro trofeo: contro i campioni d'Italia del Napoli. C'è la stima per Conte, "Uno da cui c'è sempre qualcosa da rubare, un vincente". C'è la stima per De Laurentiis, "Venne a complimentarsi con me dopo una gara con lo Spezia. Un signore, Lo stimo, lo apprezzo. Da quando è arrivato al Napoli, il club ha fatto step incredibili e un grande plauso a lui e a chi lavora con lui".

Ma c'è soprattutto la voglia di scrivere un'altra pagina indelebile con il Bologna, ormai stabilmente tra le grandi. E pure in emergenza. Niente Freuler e Skorupski, due colonne portanti dell'asse centrale, rimasti a Bologna per infortunio.