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La giornalista Bianca Bosker si è infiltrata in due gallerie di New York per svelare manie e regole di una realtà d’élite

Al culmine narrativo di Il quadro completo (Neri Pozza, pagg. 442, euro 28; traduzione di Marina Visentin) l’autrice, Bianca Bosker, si ritrova in una galleria di Brooklyn, un posto underground in senso stretto (è sottoterra, si entra da una botola), per seguire il vernissage dell’artista Mandy AllFIRE. Di radici italiane, vero nome Amanda Alfieri, Mandy AllFIRE è una perfomer che fa facesitting .

Per chi non lo conoscesse, è una pratica erotica che consiste nel sedersi, senza biancheria intima, sulla faccia di un partner-vittima, e lì stare fino al limite di resistenza del sottostante. Bosker arriva sulla scena quando l’uomo che era da venti minuti sotto l’artista cede, e AllFIRE chiede al pubblico chi voglia sostituirlo. Ebbene la Bosker – giornalista di provata serietà e scrittrice di fama – attraversata da un impulso che trascende la razionalità alza la mano e va a piazzarsi per una mezz’ora sotto le rimarchevoli chiappe dell’artista. Colpa del demone dell’arte e della sua irresistibile contagiosità? Forse. Ma il facesitting di Amanda Alfieri è arte?