Tra promesse di indagini e minacce di impeachment alla procuratrice generale Pam Bondi, la bufera scatenata dalla divulgazione dei documenti sul caso di Jeffrey Epstein è appena cominciata.
E mentre il dipartimento di Giustizia continua a sostenere che gli omissis sulle carte sono a beneficio delle vittime, i democratici, una parte dei repubblicani e alcune delle donne abusate dal finanziere pedofilo con la complicità di Ghislaine Maxwell sostengono che la censura abbia lo scopo di proteggere ricchi, potenti e lo stesso presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
Dopo gli attacchi da parte dei democratici e delle vittime di Jeffrey Epstein, il Dipartimento di giustizia ha annunciato di aver ripubblicato la foto di Donald Trump che era stata rimossa. L'immagine mostra un cassetto di una scrivania con diverse fotografie, tra cui una che ritrae Trump, Ghislaine Maxwell e altre persone. La foto era stata diffusa venerdì e poi scomparsa dal sito ieri. In una dichiarazione pubblicata su X, il dipartimento ha ribadito che la rimozione temporanea era stata effettuata per verificare se fossero necessarie ulteriori censure a tutela delle vittime.
Dopo i deputati Ro Khanna e Thomas Massie, che hanno guidato la battaglia bipartisan al Congresso per la pubblicazione dei file, ad attaccare Bondi e il suo vice Todd Blanche è arrivato il leader dei democratici alla Camera, Hakeem Jeffries. La divulgazione "non rispetta quanto previsto dalla legge", ha dichiarato il deputato che ha chiesto all'amministrazione una "spiegazione scritta" sul modus operandi il prima possibile.












