Donald Trump trema a poche ore dall'attesissima divulgazione dei file su Epstein, mentre i democratici in Congresso diffondono nuove foto e alcuni imbarazzanti scambi via sms. La pubblicazione dei file avverrà in base a una legge approvata a larghissima maggioranza dal Congresso e che lo stesso Trump è stato costretto a firmare per evitare ulteriori danni di immagine e una rivolta nella sua base Maga. Anche le annunciate dimissioni del vice capo dell'Fbi, Don Bongino, sono collegate da alcuni alle divisioni sulla gestione del caso. La scadenza è venerdì, 30 giorni dopo la promulgazione del provvedimento, anche se sono previste eccezioni: il Dipartimento della Giustizia può limitare o ritardare la divulgazione di parti dei documenti che potrebbero identificare vittime, rivelare informazioni sensibili su minori, mettere a rischio la sicurezza nazionale o interferire con indagini in corso. Come quella che l'Attorney General Pam Bondi, su richiesta dello stesso Trump, ha aperto per indagare su rapporti tra Epstein, Bill Clinton e altri esponenti dem.

Cosa c'è nelle e-mail di Epstein e perché il caso può mettere in crisi Trump

Il Dipartimento della Giustizia, che deve rendere pubblici i file in suo possesso in un formato ricercabile e scaricabile dal pubblico, finora ha mantenuto il più stretto riserbo sull'iter in corso. Ma, a poche ore dalla scadenza, i Democratici della Commissione di Vigilanza della Camera hanno diffuso altre cinque fotografie provenienti dalla proprietà di Jeffrey Epstein.