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Il Dipartimento di Giustizia ha ribadito che la ripubblicazione risponde a richieste di trasparenza e a obblighi legali, e che l’assenza di omissis non va interpretata come un atto d’accusa generalizzato
Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha reso nuovamente pubbliche 119 pagine dei cosiddetti Epstein files, questa volta prive delle omissis che avevano caratterizzato le versioni precedenti. La decisione riaccende l’attenzione su uno dei casi giudiziari più controversi degli ultimi decenni e rilancia il dibattito sulla trasparenza delle istituzioni federali. Le carte erano già state diffuse in passato in forma parzialmente oscurata; la nuova pubblicazione elimina gran parte delle censure, pur mantenendo alcune tutele a protezione delle vittime e di persone non incriminate.
Il Dipartimento sottolinea come il contenuto dei file non rappresenti una svolta giudiziaria immediata, ma offra uno spaccato più completo sul funzionamento delle indagini federali e sui rapporti che Epstein intratteneva con una vasta rete di conoscenze nel mondo dell’alta finanza, della politica e dello spettacolo. Le pagine includono verbali, appunti investigativi e riferimenti a testimonianze raccolte nel corso degli anni, elementi che contribuiscono a chiarire come il caso sia stato gestito prima del suo arresto finale.






