Con tutto il rispetto per la veste che indossa: leggi le parole dell’arcivescovo di Firenze e ti appare Johnny Stecchino, il discorso sulla «grande piaga che diffama Palermo agli occhi del mondo», ovviamente «il traffico».
Monsignor Gherardo Gambelli dice che l’enorme problema del capoluogo toscano è «l’invasione dell’over-tourism», troppi turisti sotto la cupola del Brunelleschi, e la differenza col copione di Roberto Benigni è che il sacerdote è serio, infatti non fa ridere. Mette tristezza, perla Chiesa e la china che ha preso.
Venerdì, nell’incontro per gli auguri di Natale alla città e ai giornalisti, il bergogliano Gambelli ha fatto il bilancio delle cose che non vanno dalle sue parti. Gli argomenti non gli mancavano. Il 2025, lì più che altrove, è stato l’anno dell’antisemitismo.
Le farmacie comunali di Sesto Fiorentino hanno smesso di vendere medicinali, attrezzature e cosmetici prodotti dalle aziende israeliane. A settembre due ebrei americani sono stati aggrediti da un arabo che gridava «Free Palestine», il quale ha voluto filmare l’aggressione e mettere il video online. A novembre una donna che portava al collo la stella di David è stata presa a schiaffi sul tram da un uomo che parlava arabo. «Solo una persona mi ha aiutato», ha raccontato. Pochi esempi tra i tanti, in mezzo ai quali non sfigura il governatore Eugenio Giani, che ha ceduto alle richieste dei militanti pro-Pal e annunciato che Marco Carrai, console onorario di Israele, non potrà più presiedere la Fondazione dell’ospedale Meyer.












