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Mercoledì sera il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha tenuto un discorso in TV in cui ha incolpato il suo predecessore Joe Biden per lo stato dell’economia statunitense, sostenendo di avere «ereditato un casino» e che soltanto grazie a lui adesso la situazione è migliorata. Il fatto che Trump abbia tenuto questo discorso mostra quanto si senta vulnerabile sulla questione: il suo tasso di gradimento è in calo e secondo alcuni sondaggi è sceso sotto il 40 per cento, un valore molto basso per gli standard statunitensi. Il suo punto debole è proprio la gestione dell’economia, ritenuta insoddisfacente.

Il problema principale di Trump ruota attorno alla parola affordability, che si traduce come “accessibilità economica” ma che ormai è diventata una specie di parola-chiave della politica statunitense per indicare il problema del carovita. Secondo i sondaggi ormai da anni, prima con Biden e ora con Trump, la maggior parte degli abitanti del paese ritiene che i prezzi di beni e servizi siano troppo alti, cosa che fa aumentare il malcontento.

Durante la campagna elettorale per le presidenziali del 2024 Trump puntò molto sull’affordability, promettendo che se fosse tornato a essere presidente i prezzi si sarebbero abbassati. «Se l’affordability ti sta a cuore, VOTA REPUBBLICANO», scriveva allora sui social. Poi Trump è diventato presidente, i prezzi non sono calati (anzi il tasso di crescita dell’inflazione è aumentato leggermente rispetto agli ultimi mesi di Biden) e i ruoli si sono invertiti.