di
Viviana Mazza, nostra corrispondente a New York
Il discorso del presidente Usa alla nazione: «In 11 mesi già ottenuti grandi risultati. L’America è più forte che mai, un Paese leale verso i suoi cittadini. Adesso facciamo invidia a tutto il Mondo»
Con un tono di voce brusco e di sfida, Trump ha aperto il suo discorso televisivo mercoledì sera dicendo: «Buonasera, America. Undici mesi fa, ho ereditato un disastro e lo sto risolvendo». Un discorso tutto sull’economia, lungo 18 minuti, sullo sfondo delle decorazioni natalizie alla Casa Bianca. In piedi, nella Diplomatic Reception room: non la tipica scelta per i discorsi televisivi alla nazione. Il presidente ha elencato quelli che considera i successi del suo primo anno, come la sicurezza al confine e le operazioni anti-immigrazione illegale, ha accusato la precedente amministrazione di Biden per il carovita e ha predetto «un boom economico che il mondo non ha mai visto prima». È tornato a definire i «dazi» la sua parola preferita e ha promesso che – grazie alle entrate derivanti dai dazi – sono già partiti assegni (denominati Warrior Bonus, bonus per i guerrieri) diretti a tutti i militari, per il valore di 1.776 dollari (il 1776 è l’anno della dichiarazione di Indipendenza americana).












