L’Assemblea regionale siciliana ha approvato la norma della legge di stabilità 2026-2028 che istituisce il Fondo per l’editoria, segnando un passaggio politico e istituzionale atteso e tutt’altro che scontato. Il via libera arriva dopo due precedenti tentativi falliti nei mesi scorsi, affondati dal voto segreto, e si fonda questa volta su un voto palese che ha ricompattato l’Aula. La misura mette in campo oltre 4 milioni di euro l’anno per il triennio 2026-2028 e si rivolge a un perimetro ampio di soggetti: imprese editoriali cartacee e digitali, emittenti radiofoniche e televisive locali, agenzie di stampa e operatori dell’editoria libraria legata alla cultura siciliana. La gestione finanziaria delle risorse è affidata a Irfis FinSicilia, mentre l’attuazione operativa sarà definita con apposito decreto dell’Assessorato regionale all’Economia.
L’impianto tecnico della norma
Il Fondo è strutturato come plafond annuale, articolato in contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati destinati sia agli investimenti (tecnologici, organizzativi, infrastrutturali) sia al fabbisogno di capitale circolante. La norma introduce inoltre una riserva del 20% a favore delle testate emergenti (operative da non più di 36 mesi), con una chiara priorità verso: assunzioni e collaborazioni con giornalisti iscritti all’Albo, innovazione digitale dei processi redazionali e distributivi. Accanto al comparto editoriale in senso stretto, il testo prevede anche un intervento specifico a sostegno delle emittenti televisive locali Fsma dell’area tecnica 17, con 300 mila euro per il solo 2026 destinati a compensare i costi di utilizzo della rete di trasmissione Rai Way.









