FRIULI - La nuova accelerazione sul fronte del terzo mandato, il presidente del Fvg Fedriga la affida a una battuta: «Avremo altre conferenze da fare insieme, non so più quante, ma spero più di tre». Fedriga è in carica dal 2018 ed è stato riconfermato nel 2023; la scadenza naturale di questo mandato è prevista per il 2028: ancora tre anni e, di conseguenza, tre incontri come quello di ieri a Trieste per rendere conto del lavoro della Giunta alla fine dell’anno.
Il presidente leghista non ha mai nascosto di guardare con favore all’ipotesi di un terzo mandato. E ora che Veneto e Campania sono andati al voto, la “missione” del Carroccio riprende: «La libertà dell’elettore dev’essere primaria», ha tuonato Fedriga. Ma il tavolo si annuncia complicato, anche e soprattutto con gli alleati di governo, FdI in primis.
Dopo lo stop della Corte costituzionale alla nuova corsa di Vincenzo De Luca in Campania, in molti avevano immaginato che il Friuli Venezia Giulia - forte della propria autonomia - potesse restare tra le poche regioni in grado di muoversi con maggiore libertà sul tema del terzo mandato. Un’ipotesi che però si è infranta contro la sentenza del 6 novembre, con cui l’organo di garanzia ha chiarito che il divieto del terzo mandato consecutivo vale anche per le regioni a statuto speciale. Il governo aveva infatti impugnato la legge approvata ad aprile dal Consiglio provinciale di Trento, norma che avrebbe consentito al presidente Maurizio Fugatti di ricandidarsi per la terza volta. La Consulta, esaminando il ricorso, ha accolto le censure e dichiarato illegittime le norme approvate dalla Provincia autonoma di Trento, ribadendo che il limite dei due mandati consecutivi è un principio generale dell’ordinamento e vincola anche le autonomie speciali. Una decisione che ha inevitabilmente irritato la Lega, partito di cui fanno parte Fedriga e lo stesso Fugatti. Per il partito - e quindi, a suo tempo, anche per Luca Zaia, già presidente del Veneto per 15 anni e mezzo - si tratta di una battaglia legata alla possibilità di scelta dell’elettore che «è primaria - ha detto Fedriga - perché il terzo mandato non è una proroga di quello attuale, è un modo per sottoporsi nuovamente alla volontà degli elettori che possono decidere se mandare a casa o se riconfermare un'amministrazione».






