Daniela Cotto

inviata a Santa Cristina

Lacrime e podio. Giovanni Franzoni, 24 anni di Manerba sul Garda,è terzo nel supergigante della Val Gardena e piange in ricordo dell’amico Matteo Franzoso. Il compagno di Nazionale morto a 25 anni lo scorso 15 settembre durante un allenamento in Cile, un colpo ad alta velocità contro una steccata di legno.

Trova le parole a fatica, Giovanni. «Ho lavorato tanto per raggiungere l’obiettivo. Da una vita sogno la Coppa del mondo e la dedica va solo a una persona, a Matteo. Noi scieremo sempre insieme». Poi sospira e, alla fine della gara vinta da Jan Zabystran - la prima volta della Repubblica Ceca - aggiunge: «Sembra un disegno del destino. Per noi azzurri è il secondo risultato importante sulla Saslong». Non frena le lacrime. La gioia per il primo podio della carriera e la tristezza per non poter condividere la magia della giornata con Matteo, sono emozioni potenti che si intrecciano. Vorrebbe urlare, ma cerca di gestire la situazione. Passa da un’intervista all’altra, incredulo. E parla sempre del suo compagno di squadra che non c’è più e con cui divideva progetti e scherzi, sacrifici e allegria. «Ci ha lasciato questa estate, abbiamo sofferto tutti. Ero veramente legato a lui, abbiamo iniziato dalla squadra C, sette anni insieme, poi l'esordio in discesa, il primo podio, la prima vittoria in Coppa Europa. Alla fine penso che tutto torna e non è un caso che succeda in Italia, su una pista dove non mi sarei mai aspettato niente. Io e Matteo scieremo sempre insieme». Singhiozza, cerca la forza per rispondere.