Fino al 2021 la maison del lusso fondata nel 1968 da Gerolamo "Gimmo" Etro come azienda tessile era un marchio a gestione familiare, con i quattro figli del fondatore, Kean, Jacopo, Veronica e Ippolito, a tenerne le redini.

E' dall'ingresso del fondo di private equity L Catterton nel suo capitale, che si susseguono indiscrezioni sulle sorti del marchio, che oggi ha annunciato il suo riassetto azionario, con un pool di investitori composto da Rams Global, Mathias Facchini (Swinger International) e Giulio Gallazzi (tramite Sri Group), che ha acquisito la quota di minoranza della famiglia Etro, che lascia quindi definitivamente il marchio.

Non lascia la sua carica, invece, l'amministratore delegato Fabrizio Cardinali, in carica dal 2021, così come è confermato il direttore creativo Marco De Vincenzo e L Catterton rimane azionista di maggioranza.

I termini finanziari non sono stati resi noti anche se "la valutazione - spiega la nota del brand - è superiore a quella dell'investimento originario di L Catterton, a conferma del valore creato dal momento dell'ingresso ad oggi". "I nuovi investitori industriali entrano come partner a lungo periodo, riconoscendo e sostenendo la traiettoria di crescita di Etro" dopo "aver individuato un rilevante potenziale ancora inespresso sia nei mercati esistenti sia in quelli nuovi". "Questi partner apportano competenze settoriali, network e know-how industriale che sosterranno la prossima fase di espansione internazionale e di sviluppo delle categorie".