Il mondo delle griffe della moda è in fermento. Due settimane fa Prada ha concluso l’acquisizione di Versace per 1,5 miliardi, da Capri holding, dello stilista Usa Michael Kors che, a sua volta, nel 2018 l’aveva rilevato dalla famiglia Versace e da Blackstone. Dal 2020 è stato LVMH (Louis Vuitton, Dior, Fendi), a fare shopping: Pucci, prêt-à-porter, accessori moda e pelletteria, acquisita dall’omonima famiglia nel 2021; Officine Universelle Buly 1803 è entrata nel gruppo nel 2021; Tiffany & Co. sempre nel 2021, è stata comprata per circa 15,8 miliardi di dollari, la più grande acquisizione mai fatta nel lusso; nel 2023 Kering si è assicurato il 30% di Valentino dal gruppo qatariota Mayhoola, che a sua volta aveva rilevato la maggioranza da Valentino Garavani nel 2012, e il gruppo di Bernard Arnault ha la possibilità di salire al 100% entro il 2029; Richemont ha ceduto Yoox Net-a-Porter (YNAP) a Farfetch nel 2022 con un’operazione complessa e lunga.
Il fermento prosegue sotto Natale. Giovedì 18, secondo fonti bancarie, dovrebbe essere definito un rimescolamento azionario di Etro, casa di moda italiana che produce collezioni di abbigliamento uomo e donna, e altre collezioni che comprendono accessori, fragranze e arredo per la casa, famosa per i suoi disegni paisley: esce la famiglia del fondatore.






