Caro direttore,
conoscevo da tempo l'esistenza di una controversia giudiziaria tra il calciatore Kylian Mbappé e la sua ex società del Paris Saint Germain. Ora che è stata emessa una sentenza, abbiamo ben chiare le cifre: 61 milioni di euro al calciatore, comprensivi di un bonus "etico", parole testuali. Il calciatore è moderatamente soddisfatto dato che, di milioni, ne aveva chiesti 263. La società Psg aveva a sua volta avanzato una richiesta di 440 milioni. Ora non le farò la solita tirata sulla fame nel mondo, sulla vecchina che vive con 400 euro al mese e via dicendo. Le pongo un'unica domanda, alla quale spero vorrà rispondere: "È questo il capitalismo che le piace" ?
Tiziano Lissandron
Caro lettore,
a tutti è capitato almeno una volta nella vita di chiedersi: ma è giusto ed etico che uno che tira, per quanto in modo magistrale, calci a un pallone guadagni cento o mille volte in più di chi per esempio salva la vita agli altri? È un quesito naturale, spontaneo. A cui però non so rispondere. Ma le propongo due riflessioni. Quando si afferma che una cosa è ingiusta, bisogna anche interrogarsi su cosa, al contrario, è o sarebbe giusto. Nel caso specifico: se Mbappé invece che 61 milioni ne avesse incassati "solo" 6,1 o anche 1,6 milioni sarebbe stato ai suoi occhi più accettabile ed eticamente tollerabile? Ma in base a quale criterio o quale morale? Alla sua personale sensibilità? Sei o 1,6 milioni di euro sono comunque cifre enormi che la stragrande maggioranza delle persone non riesce neppure ad immaginare. Figuriamoci a guadagnare. E dunque?











