Due è meglio di uno. Soprattutto quando si tratta di prevenzione: oncologica in questo caso. E’ questo infatti il suggerimento che arriva dallo studio Calm (Coordinate a Lung Screening With Mammography), pubblicato sul Journal of the American College of Radiology: indirizzare le donne che si sottopongono a mammografia per lo screening del tumore al seno anche verso un ulteriore screening per il tumore del polmone, quando indicato.

La newsletter di Oncodonna

29 Novembre 2024

Un problema di lunga data

Che negli Stati Uniti l’adesione allo screening polmonare sia particolarmente bassa, e soprattutto inferiore rispetto a quella per il tumore al seno, non è una novità: negli anni passati uno studio aveva mostrato come appena il 7,9% delle donne idonee lo avesse effettuato, ma anche come il 58% della stessa popolazione avesse effettuato invece una mammografia nei due anni precedenti. "Le ragioni di questa scarsa aderenza sono molteplici, ma di sicuro – spiega Robert Smith, coautore dello studio e direttore del Centro per la Diagnosi Precoce del Cancro dell'American Cancer Society – c’è una grande mancanza di consapevolezza sullo screening polmonare tra le persone eleggibili". Proprio a causa di questa scarsa aderenza – commenta Silvia Novello, professore ordinario di Oncologia Medica all’Università di Torino e Direttore dell’Oncologia dell’AOU San Luigi di Orbassano – le autorità sanitarie statunitensi avevano già cambiato i criteri di inclusione per lo screening polmonare, allargando per esempio la fascia di età e modificando la definizione di fumatore a rischio. Rimodulando il modello di rischio hanno quindi puntato ad una maggiore aderenza, includendo anche categorie sociali, etniche, di genere inizialmente non includibili”.