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In piedi la previsione che allunga la finestre che intercorrono tra la maturazione dei requisiti e l’effettiva ricezione dell’assegno previdenziale, ma non sono esclusi interventi

Il governo interviene sul dossier pensioni e mette un punto fermo su uno dei nodi più dibattuti: il riscatto della laurea non verrà toccato retroattivamente. A rassicurare lavoratori e professionisti è il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, intervenuto a margine dell’informativa alla Camera per chiarire l’impianto della norma contenuta nel maxi-emendamento alla manovra 2026. “Sono stati tenuti indenni tutti coloro che hanno fatto il riscatto fino adesso, quindi sono stati salvati i cosiddetti diritti acquisiti, e anche chi ha iniziato a pagare e non ha concluso” ha spiegato il titolare del Tesoro.

Nelle ultime ore è stato registrato il pressing della Lega sul tema, il Parlamento il confronto resta aperto e la maggioranza lavora a una riscrittura della misura. Nelle ultime ore, infatti, è stata depositata una nuova bozza di emendamento che dovrebbe eliminare l’ipotesi più controversa: la riduzione progressiva del valore degli anni di studio riscattati ai fini del raggiungimento della pensione anticipata. Rimane invece in piedi un altro intervento già annunciato, quello sull’allungamento delle cosiddette finestre mobili, cioè il periodo di attesa tra il momento in cui si maturano i requisiti e l’uscita effettiva dal lavoro. "Per quanto riguarda le finestre potrebbe ancora arrivare ancora qualcosa del governo" ha rimarcato il capogruppo di Fdi al Senato Lucio Malan: "Sopprimere la modifica? Vediamo, l'auspicio è di attenuarlo il più possibile, il massimo sarebbe toglierlo".