Fabio Colangelo è una delle voci più autorevoli del tennis italiano: allenatore, commentatore televisivo per Sky e uomo di campo, negli ultimi due anni ha seguito da vicino Lorenzo Sonego, vivendo in prima persona i ritmi intensi e le pressioni del circuito. Intervistato da Fanpage.it, Colangelo ha parlato di tutto: dalle Next Gen, che commenterà su Sky, alle aspettative spesso eccessive sui giovani talenti, fino al confronto inevitabile con l’era di Federer, Nadal e Djokovic. “Bisogna recuperare memoria e cultura tennistica — spiega — e non confondere le eccezioni con la normalità”.

Esempio perfetto, il brasiliano Joao Fonseca. "Oggi tutti si aspettano quello che è successo nell’era Federer-Nadal-Djokovic. E quindi si dice: 'Ah, ma Fonseca…'. Fonseca vince le Next Gen Finals, va in Australia, prende a pallate Rublev e allora la gente si aspetta che Fonseca possa entrare subito in top ten", sottolinea Colangelo. "Se ti ricordi, c’è stato Cahill che, dopo quel risultato, ha chiesto a Jannik: 'Secondo te Fonseca come chiude l’anno?'. E Jannik ha risposto: 'Nei primi 25'. E Fonseca ha chiuso 24. Non perché sia una magia, ma perché Jannik conosce il tennis e sa che Fonseca ha 19 anni e che, a quell’età, ci sono una marea di difficoltà e di aspettative. Io ero sul campo quando Fonseca ha giocato con Sonego al secondo turno: sembrava di stare al Maracanã. E quel ragazzo ha 19 anni. Fino al giorno prima in Brasile lo conoscevano perché aveva già fatto bene a Rio e aveva vinto le Next Gen, ma il grande pubblico no. Poi giochi contro Rublev, top ten, al primo turno in Australia in un match serale, lo batti nettamente e diventi 'il nuovo fenomeno'. Ma addosso ti arriva una quantità enorme di aspettative".