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La decisione di Francoforte arriva in un quadro giudicato stabile: proiezioni macro aggiornate, domanda interna indicata come motore della ripresa e percorso dei prezzi previsto verso l’obiettivo nel medio periodo, con l’attenzione puntata sulla componente servizi

Alla fine della riunione odierna, la BCE sceglie la continuità: i tassi dell’area euro restano dove sono. Tassi fermi al 2% significa, in concreto, che Francoforte non interviene sul livello del tasso sui depositi — il riferimento principale della politica monetaria — e quindi non alza né taglia il costo del denaro nell’eurozona. Lo comunica la Banca centrale europea, confermando il tasso sui depositi al 2% e lasciando invariati anche gli altri due livelli di riferimento, con il rifinanziamento al 2,15% e la marginal lending facility al 2,40%. Nella lettura che accompagna la decisione, la BCE descrive un contesto economico “ragionevolmente stabile” e senza segnali allarmanti sul fronte dei prezzi. L’istituto ricorda inoltre che questo livello dei tassi è quello raggiunto lo scorso giugno, dopo un ciclo di riduzioni pari a due punti percentuali ottenuto con otto tagli in un anno.