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Tassi giù ma la rata resta alta. E la "trasmissione lenta" delle mosse della Bce da parte delle banche
Da un lato ci sono i tassi d’interesse che continuano a scendere, con l’ottavo taglio da un quarto di punto varato dalla Banca centrale europea. Dall’altra ci sono i tassi applicati ai mutui che calano con molta più parsimonia. Fatto evidenziato con i numeri da uno studio della Fabi, il principale sindacato bancario italiano, il quale fa presente che a una riduzione del tasso medio Taeg sui mutui di meno di 150 punti base dal massimo di fine 2023, è arrivato un taglio dei tassi Bce di 250 punti base complessivi. È la fotografia della «trasmissione lenta» delle mosse dell’istituto centrale all’economia reale da parte delle banche sul prestito-casa, col rischio secondo la Fabi di «avere effetti meno incisivi del previsto» a beneficio del tessuto economico.
Dal 4,5% di tasso ufficiale sui depositi a settembre 2023, la Bce è scesa oggi al 2% suggerendo che ora starà alla finestra in attesa di capire gli sviluppi negoziali sui dazi. Secondo il sindacato, il Taeg ha visto nello stesso periodo una riduzione sui mutui «di soli 118 punti base» passando dal 4,72% di ottobre 2023 al 3,54% di marzo.







