Salute, tecnologia e organizzazione: tre parole che portano al cuore dell’eredità sportiva e umana delle prossime Olimpiadi di Milano-Cortina. Non solo record e grandi personaggi, ma la fotografia delle capacità di un Paese chiamato a organizzare i Giochi invernali per la terza volta nella sua storia.

"Milano-Cortina 2026: un modello italiano per la tutela della salute" è il titolo del convegno che si è svolto presso l'Università di Roma "Foro Italico" e che si inserisce nel percorso di preparazione ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali.

L’evento, promosso dal professor Fabio Pigozzi professore ordinario di Medicina interna dell'ateneo e presidente della Federazione internazionale di medicina dello sport, nonché presidente di Nado Italia, ha approfondito il ruolo strategico di ricerca, prevenzione e innovazione nella preparazione ai Giochi: “L’eredità sanitaria di una manifestazione come le Olimpiadi – ha spiegato il professor Pigozzi - finisce per essere quasi più importante degli stessi Giochi. È ciò che lasciamo che definisce il motivo per cui è così importante battersi per realizzare un evento tanto complesso. Gare, campioni, risultati straordinari, servono a raccontare l’importanza dell’attività sportiva per la salute delle persone, senza necessariamente essere delle star. Fare sport aiuta la società a migliorarsi e comprendere l’importanza di un corretto stile di vita. Durante le Olimpiadi, ospedali, reti d'emergenza, servizi territoriali, infrastrutture e comunità locali saranno chiamati a rispondere a standard straordinariamente elevati. La health legacy è la vera eredità che i Giochi possono lasciare al Paese: un cambiamento concreto nel modo di tutelare la salute, prevenire i rischi e promuovere il benessere collettivo”.