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Ultimo aggiornamento: 17:17
“La vicenda giudiziaria del delitto di Garlasco non c’entra assolutamente niente con il referendum sulla separazione delle carriere. Ma non si era sempre detto che fino a quando la sentenza non diventava definitiva tutti eravamo innocenti? Vabbè che in tutte le reti, si dedica a Garlasco mezz’ora al giorno, però dovremmo anche fare un processo”. Così a Dimartedì (La7) il procuratore capo della repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, replica a distanza alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ad Atreju ha invitato il pubblico a votare sì al referendum sulla giustizia “perché non ci debba più essere una vergogna come quella che stiamo vedendo a Garlasco”.
Al conduttore Giovanni Floris, che gli chiede perché tv e giornali danno eccessiva attenzione mediatica al caso Garlasco, Gratteri risponde con toni fermi: “Perché c’è prurigine, c’è la voglia di guardare nel buco della serratura. Un processo di mafia o arresti di 30 persone per traffico internazionale di cocaina dovrebbero interessare di più, sul piano della cronaca giudiziaria”.
“Quindi – incalza Floris – lei pensa ci sia un piano politico dietro la riproposizione dei temi di cronaca giudiziaria?”.







