Immergersi nel live di Cornucopia di Björk ci ricorda come anche attraverso la musica, e l’arte in generale, sia possibile cambiare il mondo. Tutto ciò è possibile da quando una data del decimo tour dell’artista islandese rivive nelle immagini di un film-concerto, proiettato al cinema e disponibile in streaming (al momento solo all'estero). Certo non si è seduti a teatro, non si è travolti dall’atmosfera del momento, eppure risulta chiaro sin da subito che sullo schermo non appare una versione minimizzata dello spettacolo: è un’opera a sé, coerente e ambiziosa.Cornucopia dal tour mondiale allo schermoTra il 2019 e il 2023, il tour di Cornucopia ha segnato una delle fasi più radicali di Björk. Registrato all'Altice Arena di Lisbona e diretto dalla regista Isold Uggadóttir, il film-concerto custodisce l’impianto concettuale di uno spettacolo pensato come ecosistema sonoro, dove i brani costruiscono un corpus denso e avvolgente più che comporre una semplice scaletta.Le oltre venti telecamere abbracciano la visione complessiva, intercettano i dettagli, accolgono chi osserva e ascolta. È un invito a entrare in un universo dove la musica, le immagini, i gesti e le parole cooperano per costruire una riflessione sul presente e, soprattutto, sul futuro.In scena c’è un’ipotesi: un futuro, appunto, in cui natura e tecnologia non si neutralizzano a vicenda, bensì imparano a convivere. La scenografia, ideata dalla set designer Chiara Stephenson, dialoga costantemente con l'arte digitale di Tobias Gremmler, oscillando in equilibrio costante tra digitale e analogico. Nasce uno spazio mutevole, organico, attraversato da trasformazioni continue, una scena che respira, si muove nelle performance e ha voce nella musica.La performance tra maschere e strumenti sperimentaliSi innesta così nel messaggio del concerto anche una dimensione politica ed ecologica: l’intento di Björk non è di predicare né di semplificare, affida piuttosto alla forma il compito di rendere percepibile una visione del mondo.La scelta degli strumenti, spesso sperimentali e ibridi, va in questa direzione. Per fare qualche esempio: l’aluphone; la Segulharp, un’arpa elettromagnetica; il flauto circolare, ideato per essere suonato contemporaneamente da più persone; la camera di riverbero, una cupola in legno alla destra del palco, che amplia l'esperienza acustica al suo interno verso l'intero pubblico; il calabash ad acqua tra le percussioni. L’ensemble delle Viibra, il settetto islandese di flauti che anima il palco con le sue danze, Manu Delago alle percussioni, Katie Buckley all'arpa e all’elettronica Bergur Þórisson, costruiscono un paesaggio sonoro in cui la voce di Björk si muove con una forza magmatica.L’ensemble flautistico delle Viibra durante un concerto di Björk
Björk nel live di Cornucopia trasforma un concerto in un manifesto del futuro
Guardare il film-concerto dell’artista islandese, al cinema o in streaming, ci ricorda che anche una performance dal vivo può aiutare a cambiare il mondo
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