Quando all'alba ha preso il via la perquisizione, i militanti si sono attivati. Circa un centinaio di persone si è radunato intorno alla sede di corso Regina, lanciando appelli via whatsapp e attraverso i social. L’idea è quella di un cordone umano attorno allo spazio occupato.

Lo striscione «Giù le mani da Askatasuna»

Il primo elemento visivo è emblematico: uno striscione con la scritta «Giù le mani da Askatasuna». Un messaggio esplicito, diretto alle istituzioni, che fa da cornice visiva a tutto il presidio. Uno striscione che vuole essere un'affermazione di legittimità, di diritto a occupare quello spazio.

Musica contro la repressione: il presidio sceglie la festa

Accanto al messaggio politico, c'è una strategia comunicativa più sofisticata. Gli attivisti hanno scelto di mantenere la situazione pacifica attraverso la musica. Non grida, non tensione, il tutto forse rimandato a uan manifestazione immediatamente convocata per le 18 e dove i militanti cercheranno di attivare un maggior numero di persone e simpatizzanti che in questi anni (e soprattutto nell’ultimo periodo con le manifestazioni in favore della Palestina) sono riusciti ad avvicinare al centro sociale.