Diciotto anni dopo il delitto di Chiara Poggi, l’Italia si ritrova di nuovo lì, dove tutto sembrava chiuso per sempre: un’aula di tribunale, perizie contrastanti e soprattutto un DNA sotto accusa, quello del nuovo indagato Andrea Sempio. La nuova puntata del giallo che ha sconvolto il Paese ha portato in luce un dettaglio destinato a far tremare ancora una volta la scena giudiziaria: tracce genetiche compatibili con Sempio sono state rilevate sulle unghie della vittima.
E qui scatta il colpo di scena: la difesa di Sempio, oggi indagato per omicidio in concorso, non ci sta e risponde colpo su colpo: “La perizia sul DNA non ha attendibilità scientifica”, accusano gli avvocati, elencando addirittura una lista di 20 oggetti – dalla tastiera del pc di casa al telecomando – come possibili veicoli di una contaminazione accidentale. Nel frattempo, sul banco degli imputati mediatici finisce ancora una volta la scienza forense: sì, il DNA è “compatibile”, dicono gli esperti, ma… “non è possibile stabilire con rigore scientifico se provenga da un contatto diretto o mediato, o quando sia stato depositato”.
GARLASCO, TAM-TAM: COSA ACCADRÀ DOMANI IN AULA, SEMPIO SULLA GRATICOLA
Forse non sarà il giorno decisivo per Andrea Sempio, ma di certo il 18 dicembre tutte le carte in mano all'ac...







