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Stesso format usato per Shahin: mobilitazione di piazza per gli imputati de L'Aquila

Il modus operandi è stato messo a punto con il caso dell'Imam Mohamed Shahin: manifestazioni di piazza dei gruppi pro Pal, uso della violenza da parte dei collettivi come con l'attacco alla redazione de la Stampa, pressioni politiche della sinistra, infine il risultato ottenuto grazie ai giudici. Ora i movimenti pro Pal ci riprovano con altre tre figure imputate in un processo di cui domani al tribunale dell'Aquila si terrà l'udienza finale, si tratta di Anan Yaeesh, Ali Irar e Mansour Doghmosh accusati di associazione a delinquere con finalità di terrorismo. Yaeesh aveva avanzato una richiesta di asilo respinta dal Tribunale di Foggia, poi aveva ottenuto il permesso di soggiorno e la protezione speciale prima di essere arrestato il 27 gennaio 2024 a seguito di una richiesta di estradizione di Israele (respinta e poi ritirata nell'aprile 2024). Lo scorso 26 febbraio è stato rinviato a giudizio insieme ad Ali Irar e a Mansour Doghmosh dal Tribunale de L'Aquila (dove vive dal 2017) e, nell'ultima udienza l'accusa, ha chiesto 12 anni di reclusione per Anan Yaeesh, 9 anni per Ali Irar e 7 anni per Mansour Doghmosh.