A distanza di 18 anni dai fatti, l’omicidio di Chiara Poggi è tornato al centro dell’attenzione mediatica. Oltre ai programmi televisivi, il dibattito ha trovato terreno fertile sui social media, dove gli utenti possono inserirsi nella discussione attraverso video, post e commenti. A partire dalla riapertura delle indagini da parte della Procura di Pavia, infatti, le diverse comunità online si sono progressivamente polarizzate con prese di posizione nette e narrazioni contrapposte, contribuendo così alla divisione del pubblico in due schieramenti distinti: gli innocentisti e i colpevolisti.
L’interesse suscitato dalla vicenda si può misurare innanzitutto attraverso i dati pubblicati da Google Trends, lo strumento che monitora le ricerche effettuate online dagli utenti su un determinato argomento. Le parole più cercate – come ad esempio “Garlasco News”, “Chiara Poggi”, “Alberto Stasi”, “Andrea Sempio” – mostrano un’attenzione mediatica costante e lineare nel corso degli ultimi nove mesi. Secondo uno dei grafici dell’interesse di Google, che misura su una scala da 0 a 100 la popolarità di un argomento in rapporto al suo picco massimo in un determinato arco temporale, le ricerche sul caso Garlasco iniziano a crescere a partire da marzo 2025, con l’iscrizione di Sempio nel registro degli indagati. Il picco massimo di pubblico si registra invece nel mese di maggio. Da quel momento in poi, la popolarità dell’argomento si mantiene su livelli stabili, oscillando tra il 60 e il 70% e senza quasi mai scendere al di sotto del 50%.







