Siamo davvero in un momento d’oro per il motorismo storico italiano e torinese? «Sì, è un momento molto favorevole – dice Alberto Scuro, presidente dell’Automotoclub Storico Italiano e neo presidente della Fédération Internationale des Véhicules Anciens (FIVA) –. L’elezione di un italiano alla guida della FIVA è un segnale forte. Non tanto per la mia persona, quanto per il ruolo che l’Italia può tornare a giocare nella cultura del motorismo storico, nel design e nella visione del futuro».
E c’è anche un valore simbolico e concreto per Torino?
«Oggi Torino ospita il quartier generale sia dell’ASI sia della FIVA, entrambi con sede nella seicentesca Villa Rey. È un dato che non è solo logistico, ma culturale. A tutti gli effetti possiamo considerare Torino la capitale mondiale del motorismo storico».
Un ruolo che affonda le radici nella storia. O no?
«Qui sono nate idee, stili e progettualità che hanno influenzato il mondo. In una fase in cui il linguaggio delle forme rischia l’omologazione, la cultura del design europeo, e torinese in particolare, può tornare a essere un riferimento».






