Una lunga intervista, a metà tra pubblico e privato, in cui, Silvia Salis, sindaca di Genova e volto nuovo del centrosinistra, si racconta sul Venerdì domani in edicola. A partire dal padre comunista, passando agli anni come olimpionica di lancio del martello, fino alle elezioni comunali che l’hanno vista conquistare la poltrona di sindaca di Genova, per arrivare agli attuali assetti del centrosinistra. Su cui Salis ha le idee chiare: anzitutto, no alle primarie: “Il messaggio che devi dare alla tua base è che la dirigenza ti propone un programma e un leader per vincere. Nelle primarie invece devo spiegare per un mese che io sono meglio degli altri e quindi devo parlarne male”.
Anche sulla questione su chi, in caso di vittoria elettorale, debba essere il premier, la sindaca ha idee nette: “Bisogna sedersi e chiedersi: chi può vincere?. Non chi ha più consensi tra i suoi, ma chi può convincere gli italiani. Serve la capacità di accettare un leader. Che a destra unisce e che a sinistra si fa fatica ad accettare”.
A seguire Filippo Ceccarelli mette in fila tutte le volte in cui si è parlato del partito dei sindaci come uno strumento vincente. E come, invece, le cose siano andate in tutt’altro modo. Inoltre un servizio sui centenari, la nuova capitale dell'Indonesia e un'intervista a Kate Winslet.







