Per il chatbot di Elon Musk, l'identità dell'eroe nella strage di Bondi Beach è quella di un informatico australiano. E non si tratta dell'unica allucinazione dell'intelligenza artificiale in merito all'attentato
Regola numero uno nell'uso delle intelligenze artificiali generative: verificare sempre quello che scrivono. Soprattutto quando si tratta di praticare fact checking, la verifica dei fatti nell'epoca di Internet e della post-verità. Una lezione ancora più valida dopo un attentato terroristico come quello avvenuto domenica 14 dicembre a Sydney. Gli attimi di confusione che seguono una strage come quella di Bondi Beach sono terreno fertile per la diffusione di fake news. Ed è paradossale che a farle proliferare sia proprio un chatbot chiamato a verificare quello che si vede in un filmato.
A essere stato trovato (di nuovo) con le mani nel sacco della disinformazione è Grok, l'intelligenza voluta da Elon Musk per il suo social X che può intervenire quando viene menzionata da un utente in un commento. «Grok, qual è la storia dietro questo video?», domanda Own Shroyer — un ex presentatore di Infowars, il sito disinformativo di Alex Jones) — in risposta a un utente che aveva pubblicato il video in cui si vede un comune cittadino disarmare Naveed Akram, uno dei due attentatori. L'uomo è Ahmed el Ahmed, fruttivendolo di origine araba, musulmano, che con un atto di coraggio estremo ha preso di sorpresa lo stragista. La sua origine e la sua fede non sono un dettaglio da poco considerando che l'attentato è stato condotto da due uomini di origine pakistana, probabilmente affiliati allo Stato Islamico, e che hanno specificatamente preso di mira la comunità ebraica che in quel momento stava celebrando Hanukkah. Ma l'identità di Ahmed el Ahmed è diventato in poco tempo un tema conteso, messo in discussione dall'intelligenza artificiale.






