Quattro giorni fa Grok, il chatbot basato su intelligenza artificiale sviluppato da xAI, una delle aziende fondate da Elon Musk, ha cominciato a dare segni di squilibrio rispondendo alle domande degli utenti tirando in ballo il genocidio bianco, ovvero la presunta persecuzione dei bianchi nel Sudamerica. Si tratta di una teoria del complotto nata negli ambienti di estrema destra secondo cui dopo la fine dell’appartheid i bianchi, gli afrikaner, discendenti degli ex coloni sarebbero stati oggetto di una violenta persecuzione. In rete sono apparsi numerosi screenshot merito del l giornalista investigativo Aric Toler. Essendo il Sudafrica il paese d’origine di Elon Musk la “stranezza” di Grok è subito diventata virale. Ieri xAI, anche su X, ha spiegato il comportamento anomalo del chatbot. C

Come si legge nel post una «modifica non autorizzata al prompt del bot di risposta Grok su X» sarebbe all’origine dell’ossessione. Questa modifica, che richiedeva a Grok di fornire una risposta specifica su un argomento politico, ha violato le policy interne e i valori fondamentali di xAI. L’azienda di Musk ha quindi condotto un’indagine approfondita e e ha promesso di implementare misure per migliorare la trasparenza e l’affidabilità di Grok e di pubblicare i prompt di Grok sul sito GitHub in modo che tutti possano esaminarla e fornire feedback sulle modifiche apportate. Inoltre è stato assicurato che verrà istituito un team di monitoraggio attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per rispondere agli incidenti con le risposte di Grok.