di

Samuele Finetti

Un lungo lavoro del New York Times tra diari, documenti finanziari e racconti diretti di decine di persone che lo conobbero. Il vero talento di Epstein? Più che la matematica e il pianoforte, l’arte di ingannare il prossimo

C’è un lato della vita di Jeffrey Epstein, quello dei suoi abusi sessuali e della rete criminale per coprirli, su cui magistrati e giornalisti hanno indagato a fondo. Ce n’è un altro, quello dei suoi legami personali con reali, primi ministri, registi e tutta una vasta galassia di celebrità, emerso anch'esso in processi e libri assai dettagliati. E ce n’è, infine, uno decisamente meno «battuto», ed è quello delle origini delle fortune finanziarie ammassate da quest’uomo diventato ormai una vera e propria ossessione americana.

Come Epstein abbia accumulato i suoi miliardi è l’oggetto di una lunga inchiesta condotta dal New York Times tra diari personali, documenti finanziari, testimonianze rese alle autorità giudiziarie e racconti diretti di decine di persone che con il finanziere ebbero a che fare tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Duemila. Da cui risulta che il vero talento di Epstein, più che la matematica e il pianoforte, è sempre stata l’arte di ingannare il prossimo.