L'inchiesta del NYT rafforza la tesi del suicidio, mentre l'ipotesi dell'omicidio richiederebbe un complotto quasi impossibile

Il New York Times ha pubblicato la ricostruzione più ampia mai realizzata sulla morte di Jeffrey Epstein, il finanziere accusato di traffico sessuale di minori trovato impiccato nella sua cella il 10 agosto 2019. Il lavoro nasce dai documenti resi pubblici grazie all’Epstein Files Transparency Act, la legge firmata da Donald Trump il 19 novembre 2025 che ha imposto al Dipartimento di Giustizia di rendere consultabili i materiali dell’indagine. Secondo il NYT, quei documenti non chiudono ogni interrogativo, ma spostano il peso delle prove in una direzione precisa.

Da dove arrivano i documenti

La testata spiega di aver lavorato su una mole di materiali senza precedenti, oltre tre milioni di pagine tra atti, foto e video. Su quella base i giornalisti hanno rintracciato e intervistato più di quaranta persone, tra detenuti, agenti, avvocati e funzionari. Molte, sottolinea il NYT, non erano mai state sentite prima nemmeno dagli inquirenti. La testata ha inoltre ottenuto in tribunale un documento descritto come un biglietto d’addio scritto da Epstein in carcere, e ha ricostruito in 3D il reparto in cui era detenuto.