L’analisi dell’esperto Alain Gachet. L’estrazione massiva dell’acqua dal sottosuolo ha sconvolto l’equilibrio. Sì, può succedere anche alle nostre latitudini

Una delle 2.550 voragini censite dal centro di ricerca dell’Università di Konya, in Turchia

Centinaia di enormi voragini si stanno formando nel terreno delle province di Konya, Karaman e Aksaray, in Turchia. Prima di addentrarci nei dettagli per capire cosa stia succedendo e quali pericoli stia segnalando questo fenomeno, chiariamo una cosa: contrariamente a quanto si possa pensare, la stragrande maggioranza dell’acqua, sulla Terra, non scorre nei fiumi e nei laghi, ma è filtrata nel sottosuolo. E il problema è che l’uomo la sta drenando.

Di cosa parliamo

Questi crolli del terreno, chiamati voragini (“obruk” in turco), si verificano in questa regione dell’Anatolia centrale a causa della natura specifica dei terreni calcarei dolomitici che si sono carsificati sotto l’effetto della dissoluzione causata da acque acide cariche di gas carbonico. Questa dissoluzione è accelerata dallo squilibrio generato dal pompaggio intensivo delle acque sotterranee, che non hanno più il tempo di rinnovarsi. Le voragini sono passate da 299 nel 2017 a 2.550 nel 2021, come calcolato dal Centro di ricerca dell’Università tecnica di Konya, e stanno aumentando.