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In Puglia sarà introdotta una sorta di salario minimo di nove euro lordi all’ora per i dipendenti delle imprese che lavorano negli appalti pubblici. È la prima regione italiana dove è entrata in vigore una forma seppur limitata di salario minimo legale, una questione su cui la politica nazionale si è incartata spesso senza mai arrivare a introdurlo. La legge regionale era stata approvata dalla giunta pugliese di centrosinistra a novembre del 2024, ma era stata bloccata da un ricorso del governo nazionale alla Corte costituzionale, che ora l’ha respinto.

Questa specie di salario minimo nella pratica funzionerà tramite i criteri di selezione delle aziende negli appalti pubblici in Puglia, tra cui saranno inseriti i contratti applicati ai dipendenti, che dovranno essere appropriati per la categoria di riferimento e soprattutto dovranno prevedere un pagamento di più di nove euro lordi all’ora: quindi per le aziende che lavorano con la pubblica amministrazione – anche per le aziende sanitarie e le agenzie pubbliche – questo dovrebbe essere un incentivo ad aumentare la paga oraria almeno a questo livello, se non vogliono restare fuori dai bandi.

La misura è stata pensata per incentivare a farlo soprattutto certe società che generalmente pagano poco i propri dipendenti, come quelle che forniscono servizi di pulizia, di sorveglianza e di consegne tramite fattorini. Questo tipo di aziende, che lavora molto grazie a contratti pubblici, offre spesso preventivi più bassi per cercare di battere la concorrenza ai bandi risparmiando proprio sulla forza lavoro.