Via libera, dalla Consulta, alla normativa della Regione Puglia che ha introdotto come criterio di selezione delle ditte che partecipano a gare di appalto pubbliche quello della retribuzione oraria di almeno nove euro l'ora per i dipendenti delle imprese che aspirano a vincere i bandi.

Canta vittoria la segretaria nazionale del Pd Elly Schlein: «Meloni prenda atto che ha fallito nel tentativo di bloccare le regioni che stanno sopperendo alle sue mancanze». E il presidente eletto della Regione, Antonio Decaro, pensa già a «possibili estensioni». La norma, approvata a novembre 2024 dal consiglio regionale, introduce un paletto-bandiera per il centrosinistra. Prevede che tutti i lavoratori impegnati in aziende che abbiano un contratto con la Regione o con enti da essa dipendenti non possano essere pagati meno di 9 euro lordi all’ora. La retribuzione minima è un criterio di selezione delle aziende che aspirino a vincere i bandi regionali, delle Asl e di tutte le altre articolazioni all’ente.

Il governo Meloni impugnò la norma ma ora, a distanza di un anno, una sentenza della Consulta ha respinto il ricorso, ritenendolo «inammissibile». Per Decaro è «un punto di partenza importante per restituire dignità ed equità al lavoro di tantissime persone». Aggiunge poi il neogovernatore: «Nei prossimi anni sperimenteremo questa norma a partire dagli appalti regionali e dalle concessioni affidate dalla Regione e dai suoi enti strumentali, condividendo con tutti i soggetti del partenariato socio-economico gli effetti di queste disposizioni, anche in vista di possibili estensioni. Perché un lavoro giusto, che valorizza e gratifica chi lo svolge, è anche uno strumento di forza e di competitività per le imprese».