Ivincitori del Premio Solinas stringono il riconoscimento tra le mani, ma è a lui, al mito, che guardano con adorazione: Paolo Sorrentino è venuto per l'occasione a consegnarlo, nell'edizione del quarantennale, e in un certo senso a chiudere il cerchio, perché proprio dal Solinas era partito nella sua carriera molti anni fa con il film d'esordio L'uomo In Più che vinse con la sceneggiatura nell'edizione del 1991.
"Tutto questo mi riporta alla gioventù e preferisco non pensarci e pensare piuttosto al futuro" ha detto ironico Sorrentino alla platea di giovani riuniti a Casa Dante a Roma per la premiazione.
"C'è tanto del tuo cinema in queste storie e nei nostri cuori, sei una specie di mito e il premio è uno sprono ad andare avanti" ha detto Paoli De Luca emozionata che con Federico Amenta per il soggetto di 'Furore' ha vinto ex aequo con 'Il vulcano non erutta mai davvero' di Raffaele Iaccarino e Vittorio Perrucci il premio internazionale Franco Solinas 2025 alla migliore sceneggiatura di 9.000 euro. Curiosamente tutti campani. "Non si dice sprono ma sprone" l'ha ripresa Sorrentino continuando la schermaglia con i giovani.
Ma come sono questi giovani che vogliono fare il cinema rispetto alla generazione di Sorrentino? "I problemi mi sembrano sempre gli stessi, purtroppo, forse loro hanno più consapevolezza delle criticità se penso a come ero io in quegli anni, forse più ingenuo, ma certo le cose non sono mai state facili, non lo erano prima e non lo sono ora per loro".






