Il presidente dell'Adepp Alberto Oliveti "ci ha ricordato che i redditi reali dei professionisti stanno per tornare al livello del 2005.
I dati mostrano che il massimo storico fu nel 2007, ma mentre il Pil pro capite è tornato al livello del 2007 nel 2023, le professioni sono rimaste indietro rispetto alla media del Paese.
Questo significa che la rincorsa dei salari verso il basso su cui l'Ue ha articolato la ricerca di competitività - come da mesi ci ricorda il presidente Draghi - ha travolto anche gli onorari dei professionisti. Ciò impatta sulla sostenibilità del sistema pensionistico in due modi: perché redditi inferiori significano minore gettito contributivo, e perché questa recente esperienza di arretramento reddituale certamente non incentiva i giovani a intraprendere la libera professione". Lo ha detto il presidente della Commissione parlamentare di controllo sull'attività degli Enti gestori di forme obbligatorie di assistenza e previdenza sociale, il deputato della Lega Alberto Bagnai, in occasione del XV rapporto dell'associazione degli Enti privati, presentato stamattina nella Sala della Lupa di Montecitorio.
"Un altro tema impattante sul sistema previdenziale - ha proseguito - è quello legato al calo delle nascite, la cui radice è estremamente improbabile che non affondi nella catastrofe economica di un Paese che ha avuto - a causa delle politiche di austerità - un Pil fermo dal 2007 al 2023. La situazione tuttavia sta lentamente cambiando. È riconoscibile - anche da parte del mondo delle professioni - che il governo sta creando stabilità economica che aprirà spazi di bilancio, consentendo, nel prossimo futuro e in assenza di shock avversi, di avviare un ragionamento sulla razionalizzazione del regime fiscale cui le Casse sono sottoposte".






