Il reddito medio dei professionisti iscritti alle Casse di previdenza è di 47.601 euro, in crescita del 7,7% annuo.
Lo evidenzia il rapporto illustrato stamani dall'Adepp, l'associazione delle Casse previdenziali private, nella Sala della Lupa della Camera dei deputati; nel testo si specifica che "i dati relativi all'anno 2024 riguardano i ricavi prodotti nell'anno solare 2023".
Permangono, recita il dossier, divari di genere, geografici ed anagrafici, sul fronte delle entrate degli esponenti delle varie categorie ordinistiche: i professionisti sotto i 30 anni dichiarano circa un quarto dei loro colleghi con età compresa tra i 50 ed i 60 anni, differenza che "decresce con l'età del professionista, ma resta, comunque, marcata fino ai 50 anni".
Un fenomeno tipico dell'attività lavorativa autonoma, visto che, va avanti il testo dell'Adepp, "è normale che il numero di clienti e l'affermazione del professionista si incrementino con l'età e, quindi, con l'esperienza".
Nel 2024 i redditi medi dei professionisti del Sud Italia sono inferiori del 46% rispetto a quelli dei colleghi del Nord, mentre la differenza tra Centro e Settentrione è del 19%, con una disparità di genere persistente in tutte le macroaree geografiche (in vetta c'è il Trentino Alto Adige, in coda la Calabria). Quanto alla componente femminile, sebbene la percentuale di donne iscritte alle Casse di previdenza sia "cresciuta dal 30% nel 2007 al 43% nel 2024", sul versante dei ricavi la quota 'rosa' rimane indietro: la differenza reddituale di genere è pari a "circa il 46%", si legge, infine, nel rapporto realizzato dall'associazione presieduta da Alberto Oliveti.






