Non è più solo una questione di posto fisso. Sulla spinta dei rinnovi dei contratti collettivi di lavoro e degli aumenti in busta paga che questi hanno comportato, il pubblico impiego adesso risulta di nuovo competitivo rispetto al privato anche da un punto di vista retributivo. A certificarlo è l'Istat nel suo ultimo bollettino sulle retribuzioni contrattuali, aggiornato alla fine di settembre. Gli stipendi aumentano a livello generale del 2,6% rispetto a settembre 2024, segnala l'Istat. La retribuzione oraria media nel periodo gennaio-settembre 2025 è cresciuta del 3,3% rispetto allo stesso periodo del 2024. Segnali di ripresa. L’incremento tendenziale più marcato (+3,3% su settembre 2024) si registra però nella Pubblica amministrazione, mentre nel confronto annuale risulta più contenuto per i dipendenti dell’industria (2,3%) e dei servizi privati (2,4%). Le buste paga dei ministeriali – quello delle Funzioni centrali è stato il primo Ccnl pubblico relativo al 2022-2024 a essere stato sottoscritto quest'anno – hanno fatto uno scatto in avanti addirittura del 7,2% tra settembre 2024 e settembre 2025.

Ma l’Istituto di statistica sottolinea che il potere d’acquisto dei lavoratori non è ancora tornato ai livelli precedenti alla crisi pandemica. «Le retribuzioni contrattuali in termini reali a settembre 2025 restano al di sotto dell’8,8% rispetto ai livelli di gennaio 2021», spiega l'Istat. Insomma, gli aumenti contrattuali fin qui non sono stati sufficienti a recuperare la crescita dei prezzi generata dalla fiammata dell'inflazione del 2021-2023. Tornando alla Pubblica amministrazione, hanno beneficiato del balzo delle retribuzioni anche militari e personale della difesa (+6,9% su settembre 2024). Gli stipendi dei vigili del fuoco hanno fatto un salto del 6,8%. I rinnovi dei Ccnl scaduti hanno pesato, ma anche l'erogazione dell'indennità di vacanza contrattuale, avvenuta in estate, ha contribuito a portare più in alto gli stipendi dei lavoratori pubblici. A ogni modo questo è un trend che appare destinato a consolidarsi. L'ultima rilevazione dell'Istat non tiene conto infatti del Ccnl della Sanità che è stato sottoscritto in via definitiva proprio lunedì e che a novembre garantirà a circa 600mila lavoratori del comparto un aumento medio lordo mensile di 172 euro. Ci sono poi altri due contratti pubblici per il 2022-2024 tutt'ora in fase di contrattazione, quello delle Funzioni locali e quello del comparto Istruzione e Ricerca, che una volta sottoscritti faranno pendere ancora di più l'ago degli aumenti contrattuali dalla parte della Pubblica amministrazione.