Christie’s entra nel 2026 sotto una stella più favorevole, trainata dall’accelerazione impressa nella seconda metà del 2025 e dalla forza del segmento del lusso. È stato proprio questo comparto a dettare il ritmo del mercato, intercettando nuova domanda, ampliando la base dei collezionisti e rafforzando la fiducia complessiva. Il secondo semestre non si è limitato a consolidare i risultati, ma ha segnato un punto di svolta, confermando il ruolo del lusso come principale porta d’ingresso per nuovi acquirenti (38%) e come catalizzatore di acquisti trasversali tra le categorie. Altro driver di crescita nel 2025 è stata l’introduzione della nuova categoria Automobili, che attraverso Gooding Christie’s ha generato 234 milioni di dollari, registrando il fatturato più alto nella storia della società.

È su questa spinta che la casa d’aste si proietta nel 2026. “La solida crescita del 2025 – ha affermato Bonnie Brennan, ceo di Christie’s, in un incontro riservato con Arteconomy – ha restituito slancio al mercato, aprendo il 2026 sotto il segno dell’ottimismo”.

I numeri del 2025

Il 2025 si è chiuso con risultati solidi, sostenuti da indicatori di performance in miglioramento e da una crescita diffusa su tutte le piattaforme e le categorie. Le vendite globali hanno raggiunto 6,2 miliardi di dollari (+6%). Le vendite in asta sono aumentate dell’8%, arrivando a 4,7 miliardi di dollari, mentre le Private Sales si sono mantenute stabili a 1,5 miliardi di dollari, pari al 24% delle vendite globali. In questo ambito, 17 opere sono state vendute oltre i 15 milioni di dollari (contro le 13 del 2024). Il 50% degli acquirenti delle vendite private era nuovo a questo canale e le tre opere di maggior valore vendute sono state tutte concluse privatamente. Le metriche operative confermano l’efficacia della strategia di pricing e di vendita: il tasso di venduto complessivo ha raggiunto l’88%, mentre l’indice hammer price vs. low estimate è salito al 113%, entrambi in aumento rispetto al 2024.