Dal nostro inviato, Kiev

«Insensato». Agli occhi di Alina Frolova, ex viceministro della Difesa sotto il presidente Volodymyr Zelensky, oggi vicepresidente del Centre for Defence Strategies, uno dei think tank più autorevoli in materia di difesa e geopolitica, abbandonare la parte del Donbass ancora sotto controllo ucraino è una sorta di regalo a Putin. Nonostante le trattative per un accordo appaiano a buon punto, l’analista resta scettica sul loro successo.

Dal punto di vista strategico cosa significa per Kiev ritirarsi dalla cintura del Donbass, ovvero dai circa 6mila chilometri quadrati che l’esercito ucraino ancora controlla?

I territori del Donbass — come Kramatorsk e le altre aree — sono molto fortificati. Questa linea di fortificazioni è stata realizzata in modo sistematico a partire dal 2016. Sono difese estremamente efficaci. Sarebbe una decisione insensata ritirare le truppe da quest’area. Alle spalle non disponiamo di linee di difesa altrettanto solide: dovremmo costruirle da zero, con costi enormi.

Trump però ha avvertito che in ogni caso questi territori verranno persi dalle forze ucraine. A suo avviso è meglio cederli per non sacrificare poi decine di migliaia di soldati.