Arrivare al tie-break contro Jannik Sinner, oggi, è quasi sempre una scelta perdente. I numeri della stagione 2025 raccontano meglio di qualsiasi analisi quanto l’azzurro sia diventato dominante nei momenti di massima tensione. Su 19 tie-break disputati, il numero due del ranking mondiale ne ha conquistati 16, con una percentuale di successo che sfiora l’eccellenza assoluta: l’84%. Un rendimento impressionante, che conferma la sua capacità di alzare il livello proprio quando ogni punto pesa come un match point.

C’è però un’eccezione che spicca su tutte: Carlos Alcaraz. Tutti e tre i tie-break persi da Sinner in questa stagione sono arrivati contro lo spagnolo, due nella memorabile finale del Roland Garros e uno sulla terra di Roma. Un dato curioso se si considera che Alcaraz, statisticamente, non è tra i migliori specialisti del fondamentale, con una percentuale di vittorie decisamente inferiore rispetto ai big del circuito. La grandezza di Sinner emerge però anche allargando lo sguardo alla storia del tennis. Nella classifica all-time dei tie-break vinti in carriera, l’altoatesino occupa già la quarta posizione assoluta (63,8 %). Davanti a lui solo leggende come Roger Federer (65,4%) e Novak Djokovic (65,2%), separati da pochi decimali, e Arthur Ashe (65%).