Jannik Sinner non conosce compromessi: ogni aspetto è curato, ogni situazione affrontata senza indugi; ogni dettaglio è pesato, ogni mossa calibrata, ogni decisione presa con la stessa freddezza con cui si affronta un passante sulla riga. Lo ha dimostrato a Cincinnati, terzo turno del Masters 1000 americano, dove ha superato il canadese Gabriel Diallo con il punteggio di 6-2 7-6(6) in un’ora e 47 minuti, in una partita più complicata di quanto il risultato possa suggerire. «È stata una giornata molto difficile- ha raccontato - Diallo ha servito benissimo, a volte ho faticato, ma sono felice che una partita così sia arrivata prima di uno Slam. Posso fare meglio? Sì, ma non tutti i giorni sono uguali».

Il numero uno del mondo ha gestito con freddezza un avversario dal servizio pesante, ma con un dettaglio che non gli è piaciuto affatto: la percentuale di prime in campo, appena al 50%. Per un giocatore qualsiasi, con l’81% di punti vinti sulla prima, sarebbe stato un dato sufficiente. Per Sinner è stato un campanello d’allarme. Tanto che, pochi secondi dopo la stretta di mano ha richiamato il proprio angolo, chiedendo a Vagnozzi di andare sui campi laterali e ha cominciato a servire di nuovo, direttamente subito dopo il match, senza cambiarsi.